C’era una volta, tanti e tanti anni fa, una banana molto testarda che non voleva assolutamente crescere. Così, le rimaneva sempre una spruzzata di verde sulla coda.
Erano tempi duri quelli, per le banane. Si raccontava in giro che la gente era disposta a pagare grosse cifre per portarsele a casa. E una volta a casa facesse loro cose orribili. C’erano leggende che parlavano di banane sbucciate, banane tagliate, banane frullate, banane bevute, banane torturate… cose orribili, vi dico. La nostra banana che non voleva crescere era molto sensibile e anche un po’ credulona e non poteva rimanere indifferente a tutto questo. Una mattina decise allora di fuggire.
Soffiava una leggera brezza quella mattina, che faceva dondolare i rami dolcemente. La nostra eroina, sfruttando la favorevole condizione climatica, prese a dondolarsi sempre più forte, sempre più forte, sempre di più. Mentre tutte le altre banane le gridavano: “Noooooo! Banana che non vuole crescereeee!!! Smetti di dondolarti o cadrai!!!!”.
E infatti fu così. La nostra eroina cadde dalla pianta, ma si rialzò subito e iniziò a correre come una pazza scatenata. Nessuna delle banane rimaste sulla pianta pensava che sarebbe andata lontano e chiunque la incontrava per la strada le urlava: “Ma dove corri con quelle gambette così corte?!!”.
Ma la banana correva sempre più forte senza ascoltare nessuno.
Corse e corse finché arrivò ad un mercato. Tutti quelli che la notavano dicevano: “Toh! Guarda, una banana!”
La banana decise allora che forse era il caso di camuffarsi perché, finché tutti la chiamavano banana, significava che era in pericolo.
Allora la banana decelerò in cerca di un’idea e si mise ad osservare ad uno ad uno i banchi del mercato. Passò davanti ad un banco di elettrodomestici e, senza sapere bene il perché, un brivido le corse lungo la buccia fino a raggiungere la spruzzata di verde.
Subito dopo c’era un banco di frutta e verdura, capì di essere nel posto giusto e allora si guardò bene attorno. Vide le melanzane e stava per staccare il picciolo da una, ma poi le venne in mente che lei detestava i cappelli.
Vide l’insalata, ma le sembrò troppo sfarzosa e lei amava le cose semplici.

Vide i cetrioli e le zucchine, ma pensò che a quel punto sarebbe bastato darsi una mano di verde e lei adorava il suo bel giallo e non era disposta a cambiarlo con nessun altro colore al mondo!
Ancora più avanti c’era un tavolo pieno zeppo di banane sdraiate ancora vive che ciarlavano tra loro dicendo che non vedevano l’ora che qualcuno finalmente le comprasse per poter girare il mondo. La banana le oltrepassò, le guardò per un istante e si fece il segno della croce. Per qualche giorno ancora tutte quelle banane si domandarono il perché di quel gesto.
Ancora più avanti c’era un banco di pesce. La nostra banana si tappo il naso per la puzza e accelerò il passo, quando tutto ad un tratto…
la sua attenzione venne attirata da un cartello attaccato malamente al bancone con su scritto: “Tonni pinne gialle freschissimi!”.
La nostra banana non credeva ai suoi occhi. Come poteva esistere in mezzo a tutto quel grigio e a quella puzza, qualcosa che anche solo vagamente le somigliasse?
La curiosità era tanta e decise di scoprire qualcosa di più su questi tonni. Trovò dei curiosi scatoloni con su scritto “Chichita”, li mise uno sopra all’altro e ci si arrampicò per potersi sporgere e sbirciare sopra al bancone. Quello che vide fu per lei così magnifico e indescrivibile, che quasi cadde dagli scatoloni.
I tonni, così si chiamavano, erano uno accanto all’altro elegantemente adagiati su un letto di foglie fresche. Che spettacolo ragazzi! La banana li trovò così diversi da tutti gli altri pesci che aveva avuto modo di vedere nella sua vita, che stentò a credere facessero parte di quella specie. Capì subito il perché del loro nome.
Dall’apertura branchiale fino alla pinna caudale, questi incredibili esemplari, irradiavano dei raggi paglierini di una tale brillantezza che alla banana venne subito alla mente il sole d’agosto.
Ecco. Aveva deciso da cosa si sarebbe camuffata.
Però non voleva fare del male ai tonni e, in ogni caso, anche se bellissimi, non emanavano un odore diverso dagli altri comuni pesci.
Decise quindi che si sarebbe fabbricata da sola le sue pinne.
Al mercato c’era veramente di tutto. La gente buttava per terra qualsiasi cosa. La banana scrutò con attenzione, ma non vide nulla che potesse esserle d’aiuto. Fece ancora qualche metro superando il mercato. C’era un giardinetto con delle giostrine li vicino e i bambini si dondolavano sulle altalene e giocavano a palla. Poco più in là c’era un bambino, tutto solo e intento a fare qualcosa con delle forbici e la colla. La banana si avvicinò.
Il bambino non sembrava per niente spaventato dalla cosa e disse : “Ciao banana!”. Allora la banana si fece coraggio e rispose: “Ciao! Puoi aiutarmi a diventare un pesce-banana così che io possa fuggire da qui?”.
Il bambino, di nuovo, non sembrò sorpreso dalla richiesta, per quanto essa fosse indubbiamente strana e disse: “Certo! So come fare!”. Tirò fuori della carta e si mise a disegnare 3 triangoli. Mentre li disegnava spiegava alla banana tutto. La prima che disegnò era la pinna dorsale, poi la pinna pettorale e poi quella anale. Finito di disegnarle le colorò, le ritagliò e le attaccò sulla buccia della banana.
La banana era eccitatissima all’idea di essere diventata un pesce-banana e si rimirò tutta sulla lama della forbice.
Poi ringraziò il bambino e tornò per la sua strada, ma senza correre, tanto stavolta nessuno più l’avrebbe riconosciuta.
Aveva fatto solo pochi passi quando sentì qualcuno alle sue spalle gridargli: Hey tu! Pesce-Banana!”
Terrorizzata la banana si immobilizzò. Com’era possibile? Com’era potuto accadere che qualcuno fosse venuto a conoscenza del suo travestimento perfetto?
Era ancora indecisa se voltarsi o meno, quando sentì una mano sulla buccia. Si voltò di scatto e quello che vide segnò la sua esistenza per sempre.
Quattro banane la stavano guardando. Erano simili a lei in ogni cosa: avevano una splendida spruzzata di verde sulla coda e incollate sulla buccia tre stupefacenti pinne proprio come le sue.
I 5 decisero così di unirsi e di andarsene in giro per conquistare il mondo. Fu così che nacque la COMPAGNIA PESCI-BANANA!
FINE

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